Cecina

Cecina

Il Comune di Cecina appare come un abitato piuttosto moderno. Un luogo privo di quei segni materiali e architettonici caratteristici dei borghi che la circondano.

Lo stesso errore di giudizio che fanno in tanti quando frequentano per la prima volta il Comune di San Vincenzo, si ripete passeggiando fra le strade di Cecina. Ma come nel caso di San Vincenzo, anche la storia di Cecina è una delle più antiche della Costa Etrusca.

Il parco archeologico, in cui si trovano i resti della Villa di San Vincenzino, ed il Museo Archeologico di Cecina, rappresentano due luoghi da visitare di persona per capire quanto sia stata ricca e articolata la storia di chi abitò la valle del fiume Cecina dall’età paleolitica a quella romana.

La Villa di San Vincenzino è situata in una posizione panoramica, non troppo distante dal mare, e raggiungibile anche a piedi dalla stazione ferroviaria. Il suo primo edificio risale al I secolo a.C., quando, in età tardo – repubblicana, un sistema di villae, fattorie e piccoli insediamenti artigianali appartenuti a ricchi proprietari provenienti da Roma si insediarono in questa zona dell’Etruria. La Villa fu abitata della famiglia Ceacina, come Decio Albinio, prefectus urbi (414 d.C.) del regno di Onorio. Uno dei luoghi più suggestivi da vedere è la grande cisterna esterna. Un filmato in 3D aiuta invece i visitatori a farsi un’idea di come doveva essere la villa romana durante le varie epoche.

Il toponimo Cecina, deriva da Kaikna, la stessa potente famiglia che nell’Antica Roma fu chiamata Caecina, ed in alcuni periodi governò sulla capitale dell’Impero.

In località La Cinquantina, all’interno di Villa Guerrazzi è presente il Museo Archeologico di Cecina. Esso contiene diversi reperti di unica bellezza. I lavori di scavo effettuati presso l’abitato e la necropoli di Casale Marittimo, hanno riportato alla luce dei reperti unici che evidenziano il ruolo di prestigio e di benessere dei principi guerrieri etruschi. Questi ritrovamenti possono essere ammirati nelle teche esposte nel museo. Come altri preziosi oggetti rinvenuti nelle campagne di scavo effettuate lungo la valle del fiume Cecina.

Con il declino dell’Impero Romano, l’abitato andò a ridursi inesorabilmente. Gli scavi svolti nel settore a sud della Villa di San Vincenzino hanno scoperto una necropoli datata intorno al VII – IX secolo, rinvenendo un centinaio di tumuli funerari. Si presume che essi dovessero appartenere ad un piccolo villaggio stanziato vicino ad un edificio religioso dedicato ai SS Pietro e Giovanni di Paratino.

I terreni collinari e l’assenza degli insalubri acquitrini, favorirono, durante il basso medioevo, quei centri situati ad una certa distanza dal mare e dal pericolo di eventuali saccheggi. Gli incantevoli borghi come Casale Marittimo, Guardistallo e Montescudaio, nacquero intorno all’anno mille protetti dalle loro possenti mura. E Cecina rimase una landa abbandonata.

La prima costruzione degna di nota fu voluta nel 1590 da Ferdinando I, il quale fece costruire il “Fitto di Cecina”, un palazzo utilizzato per amministrare le terre Granducali. Le bonifiche avviate dal granduca Leopoldo II di Toscana (XIX secolo) avviarono, invece, i processi sociali ed economici necessari per la formazione dell’attuale Comune di Cecina.